…non è bastato.

Ricomincio da dove mi ero arenata nell’attesa che qualcosa avrebbe capitato la differenza e invece ancora una volta era un falso d’autore e chi ne ha goduto è stata la gatta, ma non quella dei micini no…quella con il pelo molle e ammuffito, quella che a incontrarla sai che può fare solo danno… Quella che pur distruggendo tutto sostiene di aver contribuito al salvataggio.

Sono basita di fronte a certe falsità gratuite, di fronte alla sordità che rende ciechi permettendo poi che innocenti ne facciano le spese.

La mia tristezza poi non ha fine ascoltando le fatiche di chi nonostante tutto non ha mollato il timone, di chi per preservare anime fragili si è fatto carico di tutto il marcio portando il peso della sconfitta ma provando ancora a lottare, anche quando l’altro la porta non solo l’ha chiusa ma ha gettato la chiave.


Pubblicità

…ce la si fa….

La voglia matta di riconoscersi ancora in fiamme per quelle emozioni che parlano il verbo sentire e raccontano la parola liquida….

Ho ricominciato ad ascoltare il rumore dei miei brividi e delle tue lentezze, che in qualche modo ci possiamo riprendere tra ciò che ancora ha il sapore del vero patire che alimenta anima e quel po’ di mente che ancora ne può dire.

Ho asfaltato la meraviglia di ciò che sul fondo aveva il colore del miele di castagno, amaro al palato ma dolce tra le pieghe del cuore.

Risalgo adagio, ma vedo il senso che prima da cieca avevo smarrito e provo a non andare via….

….sentiamoci.

…ci siamo.

È diventato naturale lasciare che sia… è diventato quasi semplice eliminare quelle tracce che erano solo fuffa.

Eppure ci credevo, eppure per me era tutto vero. Eppure per l’ennesima volta era una presa in giro.

Ogni ferita vecchia o nuova che sia ci trasforma, ci cambia. Ogni pugnalata sgorga di un sangue che a volte è fluido, altre coagulo che ristagna.

Ogni karma racconta punti che a congiungerli sono quadrati un po’ sghembi. Mi so forte se serve, ma vorrei un po’ di fragilità le volte che semplicemente resterei solo a guardare.

Il camino stasera a farmi compagnia di quel calore buono, di un profumo di legna e lasciare dietro il freddo di ogni cattiveria, di ogni bugia, di ogni frustrazione.

Un giorno alla volta, che son già tanti giorni….

Sale ..

E poi…di quel tratto che non è più ricomponi l’ennesima storia partendo da lato più lontano, cucendo i lembi storti chiamandoti fuori da ogni gioco che non ha nemmeno uno stralcio di smalto. Ti chiedi: ma Tu dove eri rimasta per aver permesso di non saper lasciar stare.

Tu che hai fatto nei bordi più remoti, tu che non hai saputo dire ne tanto meno mentire.

Tu abbandonata nei pochi resti di una nervosa meraviglia.
È appassito il fiore monco che raccontava la magia di un tempo quasi avverso.

Ormai è andato dimenticato sulla battigia di una spiaggia nuda, distolta da sdraio e ombrelloni, pure lei…ferita.

Ho bisogno di Tempo per amalgamare la notizia e smettere di scavarmi dentro.

Donna un po’…….lascio il desiderio gocciolare adagio permettendo alla bellezza di raccontarne il corso.La donna è oltre ogni fatica perché ogni cosa che fa la mette in conto. La donna chiede passione, nutrimento…chiede emozione, chiede sorrisi e non pretende nulla di ciò che non è.Ogni donna è sazia e ingorda. È attenta e distratta. Perfetta e disordinata.Fondamentalmente ogni donna è unica nel suo sapersi raccontare e riconoscere donna.Può sembrare fragile o persino debole…. può sembrare o farlo credere, perché la donna è furba e se ci crede poi l’ottiene.Sempre….e al prezzo che le si chiede.

…si cambia

Fiorisce il tempo delle cose nuove che tralascia il marcio di contesti ormai perduti….

È fresca ora la notte e la Luna ne ha tante da dire….ascolto e prendo nota di ogni margine fisso o mobile.

Hai detto parole brutte che rasentano ormai non più la fine, ma la tristezza di un vuoto scomposto.

Non ti guardo più gli occhi, mentono troppo e fa male, tanto da pressare lo sterno.

Penso con gioia invece ai giorni a venire, quelli che mi vedranno altrove con facce nuove e orizzonti alti.

Sono cambiata, non accetto più parole brusche, cattive e prive di emozione …avere l’età di poter scegliere di chi tenere vicino….

… è stata brava…

Provare dall’ombra a risalire la luce…ormai il danno è fatto e la storia è scritta, occorre chiedersi se sia possibile resistere in una situazione non più ambigua ma definita

Accorgersi che non si è più parte perché l’altra ti ha scavato la fossa e ti ha già seppellito le ossa.

Essere incapaci di mostrarsi fragili perché vuoi essere oltre chi abusa di debolezza e sensibilità…

Ora puoi solo lasciare andare smettendo di chiederne motivo e asilo, ora nulla è più ciò che era…ora solo la capacità di discernere la storia potrà qualcosa, diversamente tutti ne vivranno il dolore e la solitudine per il piacere dei pochi…

Perché la vita quando dice, lo dice a volte alta….

….non sono capace

…il formicolio di sapersi ancora Uno nonostante la distanza, la fatica e la nuova diversità
Quando si provano tutte le strade, ma non c’è nessuna strada che lo permette.

Quando credi che scrivere basta serva a dire basta…
Quando smetti di dire e subito dopo ricominci a dire.

Ho distolto l’attenzione un attimo, ma l’attimo successivo ero ancora lì….

Si dice che non funziona se solo Tu ci credi, ho sempre detto che crederci è il passo vincente per arrivarci….

Mi dici che sono incapace di stare ferma è vero, questa sono io….

Poi mi chiedo: come faccio a restare e a non dire basta quando nulla, ormai nulla porta il giusto nome…

Non lo so come faccio, lo faccio e basta.

…ricomincio

Potrebbe veramente essere un nuovo ricomincio.
Darsi la possibilità di dirsi è la mano tesa tra individui pensanti, è la consapevolezza di voler crescere e andare avanti. Il tenere celato per preservare va bene in contesti superficiali, non dove c’è profondità e sentire.

Non nego mai una seconda possibilità perché credo fermamente nella bontà dell’animo umano, credo nella bellezza universale di questa nostra imperfetta umanità e credo che la dolcezza possa vincere ogni ritrosia.

Siamo di nuovo alla linea di partenza, speriamo sia la volta buona, speriamo non sia l’ennesimo abbaglio, ma soprattutto speriamo di andare avanti in armonia.

L’uomo può essere spregevole, l’uomo può essere meraviglioso. Lo stesso uomo può fare un’azione per il bene… oppure la stessa azione per fare male.. Tutto sta nel come si usa la mente, nel come ci si vuol distinguere, nel come si sceglie di camminare.

…Tu, Lupo

…mi raggomitolavo le volte che mi ferivo il cuore, quasi in un abbraccio continuo.

…le accuse vane fanno molto più male di una qualsivoglia critica distruttiva, perché puoi ribattere o abitarne i silenzi.

Sono in quella fase statica dove nessun movimento può portare il giovamento della ripresa perché ancora non ne è tempo.

‌Ho nelle vene la rimanenza di quel sangue che scorreva forte nella calura di una folle estate e posso smarrirmi affinché piccole ombre mi possano ancora raccontare il riflesso di ciò che mi sapevi bere.

Tu non sei quello che mi apre la porta sul retro, da qualche parte ancora si nasconde il Lupo che sapeva avermi cura e la Geisha in attesa del suo samurai mette il cerone e prepara il the.

…il sangue scorre e il fuoco è vivo.