…la parte fuori

Parlo per enigmi la scelta di un non ritorno. So che a tirare la riga non c’è gomma che tenga.

Ho paura di quel risveglio che sarò senza e allora ne rifiuto la notte.

Ho parole per molti e orecchie per tanti, ma non sembra sia così, ci sono visioni differenti per ogni realtà.

Dei molteplici universi paralleli è uno che mi incuriosisce abitare e ne ambirei pure il risveglio.

Ho badato a molte cose tralasciando probabilmente  ciò che era più importante, ma il Tempo non torna… perché purtroppo se ne va…

…del corpo

…ho cambiato delle cose:

Ho i capelli corti
Le unghie colorate
Faccio più sport

…mi chiedono cosa sia successo. Volersi bene è visto come un atteggiamento di rivolta, un cambiamento ambiguo.

Scegliere di essere corpo, mente, anima… scegliere di voler star bene per poter fare bene.

Piacersi poi può diventare un gioco, può diventare uno scambio… può essere che pure altre cose cambino.

Perché è sempre Tempo per andare dentro e vedere.

….mi troverò un amante?? Che me lo dicono, sorrido.

Eppure  oggi non lo reputo poi così fondamentale…

…al mio via.

Le frasi che colpiscono e quelle che feriscono, a volte coincidono.

La mia ignoranza si fa cattedra tra un muro e il materasso, tra lo specchio e la tenda di un colore acceso.

Ti vorrei di quel condizionale che alleggerisce zavorre e relative connessioni.

Ho appena visto l’epilogo di ciò che ancora non era, quasi mi fossi congelata la promessa.


Ho accarezzato il tuo viso di rughe e pretesti. Ne ho sorriso il gioco e ho fatto un passo indietro.

Ho detto: sono pronta.
L’ho detto a me stessa, Tu eri già oltre.

….ho così tanta sete.

..la porta

…nell’elastico di questo gioco che va all’incanto e non più all’incastro. Mi ritrovo ad abbassare le luci più spesso di quando il cielo si faccia scuro. 


Ho eliminato tutte le parole che mi accorciano la distanza per sembrare appena sotto la finestra di una qualche serenata. 
Gli occhi che non sanno porgere la menzogna ma solo ferita o meraviglia, dipende. Ti aspetto le volte che ti so prossimo, me ne chiedo il senso…. 


L’amico caro che si fa coperta in questo gelido cuore che ferisce e non ammortizza. Ho troppa paura di perderti, ma così rischio di perdere altro (il peso sarebbe grave…)


Ho preso la porta tante volte, sono tornata sui miei passi e ho scritto cose, è tempo per fare altro. Sì è proprio il Tempo per farlo. 

…era quasi giorno

…il divario tra ciò che siamo e ciò che ci diciamo, l’incapacità di essere nudo di fronte a ciò che reclama torpore.

La fragilità di essere semplici raccoglitori di istanti e nutrirci nella povertà di restare ancorati a valori in disuso.

Ho l’impossibilità dei visionari di trattenere a lungo il fiato, quasi fosse inutile fissare le tende a Terra.

Ascolto il vento portarmi i pettegolezzi di altre valli fantasticando su chi ero e chi ancora non sono. Dormo poi i sogni che coltivo cercando l’acqua per non rimanerne a secco.

…sopra

… sapere di essere è in qualche modo: sentire.
Patisco la lontananza per la mancanza del tatto, sento l’assenza del tocco che crea magia, crea l’impatto di ciò che ci fa carne oltre la storia, restiamo tra i passi di ogni partenza a guardare gli occhi masticare bellezza.

Di quel corpo che è stato uno prima di essere altro, ho abbandonato nella follia la dolcezza di ogni bacio che è così liquido ogni respiro.

Non so stare inerme tra le braccia di chi mi cerca, quasi fosse un livello più ampio….

Ancora e ancora…che non ho più paura di dire, non più.

…donna

Con le parole che mi sfiato il Tempo rimango assente per non compromettere il silenzio che fa sempre più rumore.

Non mi importo di essere compresa, dico del mio il gioco ad andare sempre più sul fondo per recuperare nel passato ciò che di vero mi porto addosso.

Abito nel corpo la natura che mi fa passione tra carne e sudore, tra lacrime e carezze.

Era solo ieri che mi prendevi la mano per guardarmi gli occhi e io bevevo dalle tue labbra la gioia di riconoscermi sempre donna.

… ancora due.

… quando ricomincio la conta di un indietro ritardato sento il profumo intenso di un desiderio mai spento.

Fra un mese o poco più finirà la cura non vedo che l’ora del prossimo”vero” risveglio. Io che già sudo la pelle in frenesia di ghiaccio che cola. Sento la musica accendermi la fiamma, ma soprattutto vedo gli occhi che spogliano la carne.

….che lo sai non ho mai smesso di essermi pronta.

Poi…le labbra, quelle,  che non sanno tacermi il calore.

…sogno

… ancora mi sa dire il bagnato di certe emozioni. Di notti così vive da abitarmi la carne che mi è calda follia. Stacco appunti e scrivo memorie.

È andato il tempo che era timore di abbandono è rimasto il senso di ciò che effimero gioca a nascondino.

Soffro la paura dei troppi No, ma vivo di piccoli si che riempiono di gusto e morbidezza.

Domenica un’altra volta e il Tempo ci rammenta, non permettiamo a certi colori di proibirci la fantasia.

Passerà e saremo pronti.
Non dico più Ti amo…
dico molto altro.

…sento di primavera

‌… è nella mente la bellezza che schiude le porte alla scoperta. Il coraggio di uscire da schemi indotti e da falsi e superati miti.
‌Siamo la forza che ci rende unici e siamo la debolezza che ci rende unici.
‌Siamo la velocità che ci rende migliori e siamo la lentezza che ci rende migliori.
‌Siamo le parole che vorremmo dire e quelle che vorremmo ascoltare.

Dal tempo in cui certi ritorni sapevano di sale prima che il miele nutrisse il corpo. Non importa se oggi il corpo fa più fatica, perché ne dice e soprattutto ne rammenta.
Una mente sveglia e attenta non fugge e non nasconde.

Una mente attenta ….lavora.