per ri-cominciare

Ci sono febbri bianche di quelle che non colano sudore, ma lasciano la pelle bruciare, di quelle che raccontano la carne, di quelle che non puoi farne a meno, di quelle che non conoscono rifugio.

Ci sono febbri che ascoltano la fatica, che ascoltano la notte e parlano alle mura guardando  tazze colme salire il fumo.

Ci sono poi  cure, di quelle scritte, di quelle parlate, di quelle meditate…. Cure estreme, cure reali.

Ogni volta che spengo le luci la notte mi spalanca le braccia raccontandomi verità  ignare, in qualche modo il tempo sa ancora scorrere, in qualche modo mi  fa ancora tremare.

un po’ di storia su un’altra piattaforma

… fuori piove.

… di allungarmi rallentando il respiro per fare spazio all’aria che non smette di dirmi di Te.

Sento nei chilometri la magia della nostra follia, che anche ora la carne fa così rumore a pensarti gli occhi, di quelle dita a suonarmi adagio nel piacere di un saper nutrire.

Parlo di Te ogni volta che mi manchi, non so tacerti la bellezza di questo esistere nella distanza di muri e rami.

…che amo aspettarti la pazienza di non lasciare che stia troppo “fuori”

… è amore tutte le volte che si vuole.

… che lo sapevo,

Ho capito dalla tua distanza che era il momento di dire Basta. Ho permesso al tempo lungo di lasciarmi ferire, non è più la gioia che ci rende uniti, ma la ferita che fa sangue a distanza di luoghi. Ci ho provato e Tu lo sai: ci ho davvero provato, ma la solitudine non è la base di nessuna approssimazione. 

 

…mi sono ferita, mi hai ferita….  

 

La cosa più brutta…. Che te l’ho lasciato fare, ti ho permesso di calpestare qualcosa di magico e unico. Ho permesso in nome di un Noi di scalfire il senso di un me…. 

 

…tanto non te ne accorgerai, questo, se possibile fa ancora più male. 

 

Il colore del bosco attenua, che ne sono ancora capace. 

…. ti so

….ho di ogni liquido un ricordo, come goccia a traboccare vasi.

Di ogni verso ho tratto rancore, per poi accarezzare manto e spessore.
Non so stare sul filo più corto, adoro le trame complesse che mi turbano la pelle.

…che anche da dietro al Tavolo ti sento il calore, di quel colore che mi fa contrasto e delle dita fragili a raccontarti manie.

…di baci mancati e amplessi lontani, che era appena ieri il divano a viverci. Ricordi umidi in quotidiani risvegli.

….che quando mi feriscono è a Te che torno, che sei “la mia casa”…

…chi l’avrebbe detto

…poi capita di nuovo, ma è potente l’impatto. Lascio gli occhi spezzarsi nel vetro e arcobaleni di emozioni infrangersi attorno.

… come se allontanarsi fosse andare via. Ci sono magnetismi tra dita e passi brevi che annullano ogni spazio ricreato.

Raccontiamole ai bimbi le favole del Tutto è possibile, mastichiamo caramelle da sciogliere in bocca e dei graffi facciamone contorni.

Si ti ho guardato a fondo per restare dentro, così che la distanza diventasse un miraggio.

Avrei barattato baci con spiccioli di poco resto, di quelli che le ginocchia si piegano e i liquidi abbondano…

Riproviamoci.

Gira in tondo

Scendo le braci di ogni storia, ignara di prologo o delirio, ne assecondo nature e prestigi.

Risuonano tacchi in stanze ottuse, che di profumi ne sono pregne. Addolcisco l’immagine con pizzi che era di ieri l’altro la schiena.

Ho morso catene in una fiaba che ancora non era alla sua fine, ma ho sorriso con labbra dischiuse dei baci in controluce.

Fuori ancora non piove… di acqua giù per il fiume.

…del flusso poi, ne parla  ogni giostra.

…appena poco sopra

… che quando fisso nei tuoi i miei è oro quello che scivola a lato di un noi sopravvissuto. 

E’ così bagnata la mia carne che mi chiedo se fuori piove anche se è bianca la neve. 

Ti ho amato dopo i primi sguardi, tra qualche battuta e mille sorrisi, che negli occhi eravamo già nudi senza aver tolto le tende da tutte finestre. 

Ci sfioriamo l’anima insieme alle dita e ci raccontiamo le favole con il cielo sopra la testa. Non farmi andare via… e se prendo la porta insegui le mie paure e fanne legna per ogni fuoco, così che sia caldo sempre dentro il mio cuore. 

 

…. Che non è mai il tardi a farmi far presto. 

 

..per davvero.

… abbiamo deciso di rinunciare, senza però mollare la presa. Abbiamo deciso di cambiare rotta per preservare l’essenza. Abbiamo pensato dovevano farlo perchè diversamente non era possibile…. Il tempo ci sta dando ragione e in qualche modo preservando noi abbiamo preservato tutto il resto. 

…domani piove, cambierò i programmi anche se era una buona idea…  ma non diamoci per vinti, la notte è giovane carica di nuove promesse. 

Non posso scordare ciò che mi ha ferito il cuore, non posso scordare ciò che me lo  ha scaldato… Parole vuote che rimbombano in stanze ormai vuote, ma albeggia il sorriso sul volto e tutto può succedere se non si smette di credere. 

…proviamo adagio

…di un corpo che dorme sogni astratti e di una carne buona da far in padella.
La luna è viva di queste notti che la dicono lunga e giù di corsa senza prender fiato, quasi in apnea dal prossimo indugio.

Del solletico che mi ricorda gli anni brevi di un asilo e di qualche chilo. Ho smesso la fatica a vantaggio di un piacevole sonno che ancora ne sento il bisogno…. e poi domani è domenica che in qualche modo ancora ne dice.

Sono volata via prima della prossima primavera, chiedendo al tiepido inverno di farmene un prestito ma il tasso era troppo alto, forse è meglio se aspetto…

…che sembra nuovo.

… che i giorni di “tante cose” mettono insieme alla rinfusa passi, impronte e sassi. Può sembrare non ci stia, può sembrare. 

Di quelle tante parole e occhi sconosciuti che rammentano la frenesia di un diverso scartare.  Che mi è così facile allontanare quella parte che mi vorrebbe carne, così che ai più non comprendere è una forma di fantasia. Pinocchio con le orecchie e la legna per il fuoco. 

.. che quando mi dici le cose nel Tempo che ormai è passato un po’ fa male, ma ne capisco e con te patisco.  Ho di certe carezze il marchio fragile ma indelebile e ancora ne serbo il sapore. 

Inizi e ritorni. Nascite e morti… in qualche modo ripartire, in qualche modo sentire. 

Dicono del Capricorno sia l’anno, ma quante ne dicono…. 

…palline sull’albero

….possiamo essere da tante parti e voler essere in una sola. Possiamo essere da una sola parte e sapere di essere da molte altre…. 

A volte ci sentiamo merce in scadenza, senza sapere che ogni cosa può essere trasformata in altro e così noi. Se non siamo più in grado di fare alcune cose, beh possiamo farne altre. 

Ostinarci a voler essere, a dover arrivare, a non dover deludere…. Che poi cosa abbiamo risolto? Cosa ci abbiamo guadagnato?

…. Il tempo è prezioso, noi siamo preziosi e ogni cosa, ogni singola cosa ha il suo posto in questo immenso mondo…. 

…che siano giorni golosi, sinceri e lussuriosi… 

Che a far del bene aggiunge sorrisi e buon umore. 

 

..auguri. 

 

m.